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By Carlo Lottieri

Un’istituzione quale lo Stato moderno, che fin dai suoi primi passi si è autorappresentata quale sovrana e interprete di un potere assoluto (libero da ogni vincolo), è del tutto incomprensibile se non si coglie il legame che da sempre essa intrattiene con los angeles teologia. Dal momento che pretende obbedienza e rivendica un controllo monopolistico della forza sul territorio, lo Stato intreccia insomma questioni istituzionali e religiose: prima rivendicando una legittimazione di carattere sacrale e utilizzando los angeles religione quale instrumentum regni, poi prospettandosi come alternativa metafisica e fonte autentica di ogni possibile salvezza e, infine, interpretando il venir meno di ogni trascendenza e il trionfo dello strumentalismo.
Il presente quantity, che evoca un gran numero di questioni e autori senza avere l. a. presunzione di individuare una soluzione definitiva a dibattiti tanto complessi, traccia un percorso volto a chiedersi se si possa davvero aver fede nello Stato, facendone
il senso ultimo della nostra esistenza, e prestar fede a quanto affermano gli ideologi schierati a sua difesa. Il tema della
teologia politica e quello della dissimulazione – dello Stato quale fonte di occultamento della realtà – sono d’altro canto strettamente legati, dato che l’aperta sfida che il potere moderno ha lanciato alle
confessioni religiose propriamente dette lo ha costretto a moltiplicare le falsificazioni e gli inganni.

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Se per l’ideologia del nostro tempo non vi è più una vera separazione tra istituzioni e società, e se quindi noi stessi siamo lo Stato (come vorrebbe la vulgata repubblicana)2, è chiaro che il potere pretende di essere ovunque e da nessuna parte. La conseguenza è che esso si fa immateriale e che gli stessi conflitti tra chi domina e chi è dominato sono ora meno evidenti. Tutto si è reso più oscuro, intricato, difficilmente decifrabile. Nell’Inghilterra di metà Ottocento, ad esempio, la mobilitazione libertaria organizzata da Richard Cobden contro il protezionismo fu resa possibile dal fatto che l’ingiustizia alla radice di quelle norme era facilmente smascherabile3.

12 (2), 1983, p. 242. 5. A. DE JASAY, The State, Liberty Fund, Indianapolis 1985. 6. A tal fine, gli argomenti più comunemente utilizzati sono le esigenze di ordine e sicurezza insieme alla necessità per l’amministrazione tributaria di tenere sotto controllo ogni attività economica. Quella che ne deriva è una crescente disponibilità delle esistenze private da parte dei soggetti che controllano la macchina statale. 7. Per toccare con mano alcune delle difficoltà di questa filosofia della storia si veda, ad esempio, quanto scrisse Benedetto Croce in merito a un anonimo secentesco a cui si deve un Trattato de la politica recisamente anti-assolutista, ma solo in quanto «parteggiava per le forze tradizionali, pei capitoli e privilegi, per le carte giurate, pei parlamenti e gli altri corpi rappresentativi e giudiziari, sopravvivenze del feudalesimo e dei modi comunali delmedio-evo» (e per questa ragione, agli occhi del filosofo italiano, assolutamente retrograde).

Perché WikiLeaks inquieta i governanti (in forma di epilogo) Bibliografia a mia madre e a mio padre Premessa Questo scritto si propone di esaminare il rapporto tra la dimensione politica e quella religiosa, con l’obiettivo di offrire un’interpretazione liberale di alcune delle controversie ideologiche che hanno condotto dalla nascita dello Stato moderno fino alle tragedie del Novecento. Nel corso dei secoli sono state sviluppate molte e articolate riflessioni a difesa dei diritti individuali e del mercato (soprattutto grazie a filosofi ed economisti)1, ma non sempre esse sono apparse consapevoli di talune peculiarità storiche di quel potere statale, tendenzialmente illimitato, che pure il liberalismo si è in vario modo sforzato di frenare e limitare.

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