Download A colpi d’ascia. Una irritazione by Thomas Bernhard, A. Grieco, R. Colorni PDF

By Thomas Bernhard, A. Grieco, R. Colorni

Siamo a Vienna, negli Anni Ottanta. los angeles sera c’è stata una rappresentazione dell’"Anitra selvatica" di Ibsen al Burgtheater. Segue una «cena artistica» a casa della coppia Auersberger, che il narratore non vede da vent’anni: lei cantante, lui «compositore nella scia di Webern», entrambi «signorilmente consunti». Tutto il romanzo è il resoconto di ciò che il narratore vede e ascolta, seduto nella sua poltrona in anticamera con una coppa di champagne in mano, e poi, seduto a tavola, durante questa serata: implacabile, ferocemente comico, inesauribile nelle variazioni e nei ritorni sul tema, Bernhard devasta con l’ascia della sua prosa il mondo della pretenziosità e dell’inconsistenza intellettuale, che non corrisponde solo a una certa scena viennese ma a ciò che circonda noi tutti. l. a. «cena artistica» diventa così il condensato di tutte le «atrocità» da cui il narratore è riuscito a «mettersi in salvo» durante l. a. sua vita, come se quell’incessante chiacchiericcio tentasse di impaniarlo di nuovo, ma con l’unico risultato di provocare un furioso desiderio di fuga, una corsa cieca, che finisce according to coincidere con los angeles scrittura martellante di questo libro, che trafigge l’atrocità con los angeles forma. E questa appunto è stata sempre l’arte di Bernhard.
Pubblicato nel 1984, "A colpi d’ascia" suscitò enorme scandalo perché alcuni personaggi viennesi credettero di riconoscersi in queste pagine. Il libro fu dunque proibito in Austria, ma ebbe subito un grande successo anche di pubblico.

Show description

Read or Download A colpi d’ascia. Una irritazione PDF

Similar italian_1 books

Extra resources for A colpi d’ascia. Una irritazione

Example text

Attraverso la porta aperta poteva vedere la minuscola cucina dell’appartamento e udire il tic tac sonoro e invadente dell’orologio. Era appena uscita dalla cucina e sapeva che era in perfetto ordine. Aveva risciacquato le stoviglie usate per la colazione, appeso gli asciugapiatti sopra la stufa e lavato il pavimento. I letti erano rifatti e le camere «a posto». Era rientrata da poco dopo aver fatto quel po’ di spesa che le serviva per la giornata, ed erano solo le undici meno un minuto. Non le rimaneva altro da fare, oltre a prepararsi il pranzo e il tè, fino alle sei, ammesso che Mark tornasse davvero a casa per cena.

A pochissime persone era concesso di andare nel Bosco di Bragdon. Il cancello, che era l’unico ingresso, era di Inigo Jones; il bosco, largo circa un quarto di miglio, e da est a ovest lungo un miglio, era circondato da un alto muro. Se per arrivarci si entrava dalla strada e si attraversava il College, si provava fortissimo il senso di penetrare gradualmente in un sancta sanctorum. Prima si passava per una corte quadrangolare, intitolata a Newton, priva di verde e ricoperta di ghiaia, su cui si affacciano edifici georgiani molto ornati ma eleganti; poi si doveva attraversare un androne freddo e quasi buio anche a mezzogiorno, a meno che non fosse aperta la porta di destra che conduceva nella Sala o il passavivande sulla sinistra, e si avesse quindi l’occasione di gettare uno sguardo nell’interno illuminato dalla luce del giorno che cadeva sui pannelli e di percepire un profumino di pane fresco.

L’argomento aveva rappresentato, se non altro, un titolo preferenziale per quelli della Componente Progressista, i quali lo vedevano come uno schiaffo morale per i dilettanti e gli irriducibili, i quali avevano risposto appioppando al nuovo preside il nomignolo di Non Olet. Poco per volta, però, anche i sostenitori di Place avevano finito per adottare quel nome, dato che non aveva soddisfatto le loro aspettative, ma si era rivelato un dispeptico con la passione della filatelia che ben raramente faceva sentire la propria voce, tanto che alcuni dei ricercatori più giovani non sapevano neppure che timbro avesse.

Download PDF sample

Rated 4.65 of 5 – based on 9 votes